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Lucio Fontana

Lucio Fontana

Figure di spicco dell'Emigrazione italiana

Lucio Fontana nacque il 19 febbraio 1899 a Rosario, in Argentina, da genitori italiani. Figlio dello scultore Luigi Fontana, crebbe in un ambiente in cui l’arte non era un concetto astratto, ma una pratica quotidiana, fatta di materia, gesti e sperimentazione. Nel 1905 tornò in Italia con la famiglia, ma la sua vita rimase sempre sospesa tra due mondi, l’Europa e il Sud America, una doppia appartenenza che avrebbe influenzato profondamente il suo modo di pensare e creare.

Artista tra i più innovativi del Novecento, Fontana non si accontentò mai delle forme tradizionali dell’arte. Dopo aver studiato scultura sia in Italia sia in Argentina, maturò la convinzione che pittura e scultura, così come erano state concepite fino ad allora, non fossero più sufficienti a rappresentare la complessità del mondo moderno. Nel 1946, a Buenos Aires, pubblicò il Manifesto Blanco, un testo rivoluzionario che gettò le basi dello Spazialismo, movimento di cui fu fondatore e principale teorico.

Lo Spazialismo nasceva dall’esigenza di andare oltre la superficie del quadro. A differenza del Futurismo, che aveva celebrato la velocità e il dinamismo, Fontana voleva superare la bidimensionalità della tela e incorporare nell’opera nuove dimensioni: il tempo e lo spazio. L’arte, secondo lui, non doveva più limitarsi a rappresentare la realtà, ma doveva crearla, modificarla, renderla un’esperienza viva e aperta. Il gesto artistico diventava così un atto fisico e concettuale insieme.

Questa visione trovò la sua espressione più celebre nei “Concetti spaziali”. Su tele spesso monocrome, Fontana praticava tagli e buchi netti, decisi, realizzati con un’azione rapida e irreversibile. Quei gesti, apparentemente violenti, non erano distruttivi: erano aperture. Attraverso quei segni, la tela cessava di essere un limite e si trasformava in una soglia, un varco verso l’infinito, verso uno spazio che continuava oltre ciò che l’occhio poteva vedere.

Lucio Fontana morì nel 1968 a Varese, in Italia, lasciando un’eredità artistica dirompente. Le sue opere hanno cambiato radicalmente il modo di concepire l’arte e il ruolo dell’artista, aprendo la strada a molte delle ricerche dell’arte contemporanea. Oggi i suoi lavori sono esposti nei più importanti musei del mondo e continuano a interrogare lo spettatore, invitandolo a guardare oltre la superficie e a immaginare ciò che si trova al di là dello spazio visibile.