20 Aprile 2026
2 minuti
Per il contest "Mondo in valigia", nato dalla collaborazione tra Italea Piemonte e l'Associazione Giovan Pietro Vanni, gli studenti piemontesi raccontano in musica la straordinaria impresa di una tenace donna triestina negli Stati Uniti.
La scoperta delle proprie radici e delle storie degli italiani nel mondo passa anche attraverso la creatività e l'energia delle nuove generazioni. È quanto dimostra il brillante progetto realizzato dalla classe terza A della Scuola secondaria di primo grado del plesso di Ornavasso, istituto appartenente all'I.C. Valtoce di Vogogna (VB).
Guidati dalla loro docente, la prof.ssa Vanessa Sirtori, i ragazzi hanno partecipato con entusiasmo al concorso "Mondo in valigia". Questo contest, giunto alla sua seconda edizione e quest'anno specificatamente improntato alla valorizzazione della figura femminile, è stato realizzato grazie alla proficua collaborazione tra Italea Piemonte e l'Associazione Giovan Pietro Vanni, con il contributo di Kiwanis club di Domodossola.
Per partecipare, gli studenti hanno ideato e prodotto un originale elaborato audio-visivo. I ragazzi hanno preso spunto dalla storia di una donna triestina, Giorgina Reid, che è emigrata negli Stati Uniti. Con il suo impegno, la donna è riuscita a salvare il faro di Montauk, monumento storico americano, dall’erosione.
Invece di un racconto tradizionale, gli studenti hanno scelto un linguaggio a loro vicino: per raccontare la sua storia, hanno creato una canzone rap! Attraverso rime incalzanti e disegni realizzati a mano, il video ripercorre la vita di questa pioniera italiana, celebrandone la determinazione e l'impatto positivo lasciato nella sua terra d'adozione.
Iniziative come questa si sposano perfettamente con la missione di Italea, il programma del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) dedicato al Turismo delle Radici. Coinvolgere le scuole significa infatti piantare il seme della memoria, permettendo ai più giovani di scoprire come il coraggio, l'ingegno e la resilienza degli emigrati italiani (e, in questo caso, delle donne italiane) abbiano contribuito a plasmare e proteggere il patrimonio del mondo intero.
Un ringraziamento va ai docenti, alle associazioni coinvolte e, soprattutto, ai ragazzi di Ornavasso per averci ricordato che la storia delle nostre radici può essere raccontata con voci sempre nuove.